"A Genova i leader occidentali misero a punto con successo l'idea che i luoghi di potere vanno isolati, fortificati, difesi con la forza e se necessario con la violenza da ogni possibile dissenso. Dieci anni dopo, con una nuova crisi economica che si avvicina e il cui rombo cupo scuote le fondamenta dell'Europa, sono ancora asserragliati nelle loro zone rosse, spaventati a morte, ma sempre meno disposti ad ascoltare, a capire, a cercare di condividere decisioni che riguardano il futuro di tutti noi".
Dall'editoriale di Giovanni De Mauro sul G8 di Genova, pubblicato sul numero 906 di Internazionale.
domenica 24 luglio 2011
lunedì 11 luglio 2011
Ibiza è divisa
Ibiza è divisa tra spiagge a centomila decibel e calette dove il rumore delle onde ti sembra già insopportabile. Divisa tra locali fashion da 30 euro per un mojito e piccoli bar dove una birra costa 2 euro e 50. Divisa tra ristoranti dove per leggere il menù devi andare a ripetizione da Heinz Beck e bettole dove la cuoca ti prepara quello che ha pescato al mattino suo cognato. Divisa tra ragazzi che non entrano in discoteca prima delle due di notte e famiglie che non pagano lettini e ombrellone perché tanto quando se ne vanno è ancora presto e si riaffitta. Ibiza è un hippie di 50 anni che dorme in spiaggia vicino a un teenager appena uscito da un afterhour. Ibiza è palazzoni alti dieci piani e ville a picco sul mare. Ibiza è un puttana d’alto bordo che si vende anche per poche decine di euro. Buone vacanze.
venerdì 8 luglio 2011
Rosa
Rosa è il colore della dolcezza. Di rosa si vestono le bambine appena nate. Rosa è un colore delicato, come un fiore. Rosa è un colore rilassante, ispira tranquillità. Eppure rosa è il colore di queste bandierine. Sono infilzate qua e la in un campo, un campo incolto e anonimo. Sembrano innocue ma hanno un significato preciso: servono a delineare la scena di un crimine, sono i segni del passaggio della scientifica. Le ho viste per la prima volta a Chignolo d'Isola, a una manciata di chilometri da Bergamo. Qui il 26 febbraio è stato ritrovato il corpo senza vita di una bambina, uccisa a 13 anni, assassinata. I primi giorni era un via vai di gente che lasciava fiori, peluche, messaggi. Oggi sono rimaste solo queste bandierine, rosa.
sabato 25 giugno 2011
Sul Garibaldi
“Chi vive in baracca…” canta Rino Gaetano. L’altoparlante gracchia in siciliano: “Sono le sette. Tramontana a 6 nodi, temperatura 26 gradi, umidità all’80 per cento”. Il materasso ondeggia e tutto intorno il metallo si contorce. Stride e urla che sembra un mostro marino. “La Chiesa Festeggia i Santi Quirico e Giulitta. Il 16 giugno del 1903 nasce la Pepsi Cola. Il 16 giugno del 2002 padre Pio diventa Santo”. Accendo la luce, il neon esalta la freddezza di un soffitto che è un groviglio di tubi. Niente finestre, due porte, un lavandino con lo specchio. “Unified Protector. Nato operation”. Sposto la coperta bianca e azzurra. In mezzo c’e’ un’ancora disegnata.“Frase del giorno: impara a ridere di te stesso. Avrai una vita di divertimento gratis. Buongiorno Garibaldi”. Sono in mezzo al Mediterraneo, sull'incrociatore portaerei più antico della Marina. Il fronte italiano della guerra alla Libia.
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LUOGHI
martedì 21 giugno 2011
Lama&Trama
Storie gialle, storie nere, storie di coltelli. Lama&Trama e' un concorso letterario giovane, nato nel 2003. Si immagina una storia, si scrive, si spedisce. Quelle che la giuria ritiene ''meritevoli'' vengono premiate e pubblicate. Ne scelgono quindici. L'antologia e' annuale. Questo e' il mio racconto, si intitola "24 ottobre", è uscito nell'edizione 2011.
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STORIE
domenica 12 giugno 2011
Riscatto o ricatto?
Ci sono foto che parlano, sguardi che dicono tutto. Raccontano di un campione pentito in cerca di un palcoscenico e di un riscatto. Poco importa se quel palcoscenico è in mezzo al deserto, tra palme trapiantate che costano mille dollari al giorno di acqua. Negli stadi con l’aria condizionata sparata all’aperto per dimenticarsi dei 50 gradi all’ombra. In mezzo a grattacieli alti cento piani. Ci sono foto che raccontano di una nuova classe dirigente che ha bisogno di accreditarsi e dimostrare. Poco importa se per farlo devi farti fotografare con chi più lontano da te non si può. Ci sono foto che parlano e raccontano compromessi, raccontano di uomini che sono lì con il corpo ma con la mente non sono mai stati più lontani.
venerdì 10 giugno 2011
La Casa del Popolo
Non ho foto, solo ricordi. Ricordi un po' confusi di questo enorme cubo di cemento che da fuori sembrava una fortezza impenetrabile, almeno per noi bambini. Il bancone di acciaio, di quelli dei bar di una volta. Lungo, enorme. Dietro c'erano gli scaffali con le bottiglie. Fernet, Punt e Mes, Cinzano per i più grandi, spuma, cedrata, chinotto per i più piccoli. E poi gli sciroppi, che davano un po' di colore a quel bar in fondo un po' grigio. In mezzo alla sala tante sedie e qualche tavolo, tutti in disordine davanti ad un televisore. Quando c'erano i mondiali di calcio e le olimpiadi la sala era piena. Bandiere rosse e scritte CCCP ovunque. Qui si tifava Unione Sovietica.
La sala a fianco era forse più grande di quella principale. Quando si festeggiava il carnevale era piena di bambini e di maschere. I costumi non si noleggiavano, si facevano in casa e tutti venivano premiati.
L'avevano costruito i volontari quel casermone. L'avevano costruito muratori, fabbri, operai, ma non solo. Gente che nei giorni liberi dal lavoro era andata lì a mettere un mattone dopo l'altro. L'Avevano chiamata Casa del Popolo. Oggi non esiste più, al suo posto c'e' un centro Commerciale.
La sala a fianco era forse più grande di quella principale. Quando si festeggiava il carnevale era piena di bambini e di maschere. I costumi non si noleggiavano, si facevano in casa e tutti venivano premiati.
L'avevano costruito i volontari quel casermone. L'avevano costruito muratori, fabbri, operai, ma non solo. Gente che nei giorni liberi dal lavoro era andata lì a mettere un mattone dopo l'altro. L'Avevano chiamata Casa del Popolo. Oggi non esiste più, al suo posto c'e' un centro Commerciale.
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LUOGHI
lunedì 6 giugno 2011
Succede...
Succede a Roma. Succede in un quartiere ‘‘bene’’, Collina Fleming. Succede che qualcuno da fuoco ad una minicar. Dalla minicar le fiamme passano ad un’altra minicar, ad una macchina, e poi un’altra e un’altra ancora. L’incendio scivola sui negozi e dai negozi arriva agli appartamenti. Fiamme alte fino a sei metri. Il fuoco scioglie l’asfalto, le saracinesche, le finestre, distrugge i vetri e fa paura. Ti svegli di notte con la puzza di bruciato nel naso, il bagliore delle fiamme negli occhi e il cuore in gola. Succede e non sai perché.
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LUOGHI
mercoledì 25 maggio 2011
Il baco
“Tra una ciliegia bacata e una senza verme, tu quale scegli?“. Quando mio nonno me lo ha chiesto ero piccolo, avevo quattro anni. Ho risposto d’istinto, senza pensare, nella maniera meno scontata. Ho risposto quella bacata. Amavo provocare, proprio come lui. Ma quella domanda, quella frase, l’ho capita solo dopo e me la porto ancora dentro. Non era solo una questione alimentare. La ciliegia dove vive un verme è quella che cresce senza diserbanti. La ciliegia rossa, luccicante, senza imperfezioni è quella costruita dalla chimica.
L’apparenza a volte è figlia del pregiudizio. Era questo l’insegnamento di un signore con la barba lunga e bianca, la passione per gli scacchi, l’arte, la cultura e l’agricoltura biologica. Dietro quella domanda si nascondevano due modi diversi di vedere il mondo. In fondo al posto della ciliegia si può mettere qualsiasi cosa. Persone, idee, ideali. Mio nonno oggi non c’è più, ma io continuo a pensarla così. Tra una ciliegia con il baco e una senza, scelgo quella con il baco. E’ più vera.
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domenica 22 maggio 2011
Tieni duro

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