Cosa c'è alla fine del tunnel? Questa foto mostra una prospettiva. La prospettiva di un signor X qualsiasi che esce da un portone. Ma questo non è un portone come tutti gli altri, è quello del carcere di Regina Coeli, a Roma. Di qui passa chi esce di prigione. Assassini, stupratori, ladri. I giornalisti sono fuori, aspettano. Il muro sullo sfondo, le telecamere schierate. Alla fine del tunnel c'è il plotone di esecuzione.
giovedì 22 settembre 2011
mercoledì 21 settembre 2011
La fabbrica del consenso
1 - La strategia della distrazione. Spostare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dai cambiamenti decisi dalle élites con un diluvio di informazioni insignificanti che tengano le menti occupate.
2 - Creare problemi e poi offrire le soluzioni. Si crea la “situazione” con lo scopo che sia il popolo a chiedere quelle misure che si vogliono far accettare. Es. far dilagare violenza perché la gente chieda leggi sulla sicurezza.3 - La strategia della gradualità. Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente. In questo modo condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte negli anni ‘80 e ‘90. Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità.
4 - La strategia del differire. Per far accettare una decisione impopolare la si presenta come “dolorosa ma necessaria”. Si ottiene l’accettazione per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato.5 - Rivolgersi al pubblico come ai bambini. Gran parte della pubblicità usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione infantile. Lo scopo è eliminare il senso critico.
6 - Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione. Sfruttate l'emozione è una tecnica classica per provocare un corto circuito su un'analisi razionale.
7 - Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità. Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.
8 - Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità. Spingere la gente a ritenere che è di moda la stupidità, la volgarità, l'ignoranza.
9 - Colpevolizzare. Far credere all’individuo che è il colpevole della sua disgrazia. Così, invece di ribellarsi contro il sistema economico, si svaluta e s'incolpa.
10 - Conoscere gli individui meglio di quanto loro stessi si conoscono. Il progresso ha generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti.
Libero riadattamento del decalogo sulla manipolazione mediatica di Noam Chomsky
Buon compleanno PJ
Ho cominciato ad andare ai concerti che avevo 9 anni, a 13 ero già sotto il palco dei Redskins. Erano venuti a suonare a casa mia, a Rock'n'Umbria (il video nel link è di quella sera, il 5 luglio del 1986). Conoscevo i ragazzi più grandi che stavano all'ingresso e mentre entravo loro guardavano dall'altra parte. Crescendo ho imparato a mettere da parte qualche soldo per pagare il biglietto ma soprattutto il treno. Quando vivi in provincia puoi aspettarti solo i festival, i concerti, quelli delle grandi band, devi andarteli a cercare. Regionali di seconda classe, lo walkman con la cassetta e le cuffie rugose in testa, il biglietto stampato dal sudore nella tasca dei pantaloni. Controllavo se stava ancora lì ogni 5 minuti, ero ossessionato dal perderlo. I soldi per l'albergo non c'erano ma c'era la stazione. Firenze era tranquilla, Venezia anche, Milano un po' meno. Oggi posso permettermi di arrivare fino a Lille, nel cuore d'Europa, per vedere un concerto di Morrissey. Posso addirittura dormire in un letto d'albergo. Ma fa rabbia vedere i ragazzi che restano fuori, aggrappati alle transenne con le orecchie tese. So bene quello che si prova, è capitato anche a me, un sacco di volte, quando non avevo i soldi. I biglietti costano troppo, 40, 50, addirittura 60 euro. Colpa di band sempre più esose o dei cartelli messi in piedi dalle major della distribuzione? C'è un gruppo che su questo non ha mai avuto dubbi, un gruppo americano, di Seattle, che per non dissanguare i suoi fan ha lanciato una campagna di boicottaggio e ha portato in tribunale la Ticketmaster, il colosso statunitense dei biglietti. Alla fine la band non ha vinto ma almeno ci ha provato e soprattutto è sopravvissuta, è ancora ''viva''. Oggi compie 20 anni. Buon compleanno Pearl Jam.martedì 20 settembre 2011
Exit through the gift shop
L'olio su tela dura centinaia di anni, i graffiti sui muri hanno vita breve. A meno che tu non sia Banksy. Di lui si sa molto poco, non ci sono filmati o foto che mostrino la sua faccia. E' cresciuto a Bristol, in Inghilterra, e potrebbe essere nato tra il 1974 e il 1975. Usa la tecnica dello stencil per raccontare la politica, la cultura, l'etica, ma in pochi lo hanno visto in azione. Di solito le città si svegliano con i suoi murales nei posti più impensati. Graffiti che compaiono sotto i ponti di Londra, sulle gabbie dello zoo di Barcellona, sul muro di separazione costruito da Israele in Cisgiordania. Banksy è stato anche in Italia, a Napoli, in Piazza Gerolamini, dove ha lasciato la sua idea della Madonna. All'inizio le amministrazioni comunali coprivano i disegni con una mano di vernice. Oggi i muri dove è passato Banksy vengono staccati e messi all'asta. Quello qui sopra è stato rimosso ma il suo valore stimato era di 400mila euro.
P.S.
Un caro amico mi ha regalato il film di Banksy, "Exit through the gift shop", da non perdere.
Etichette:
Banksy,
graffiti,
Madonna,
murales,
Pulp Fiction,
RITRATTI,
street art
giovedì 15 settembre 2011
11 settembre (scusate il ritardo)
Howard Zinn e' uno storico americano. E' morto l'anno scorso, aveva 87 anni. Nel 1981 ha scritto la ''Storia popolare dell'impero americano''. Ha raccontato cinque secoli di Stati Uniti con gli occhi dei piu' deboli, i poveri, gli emarginati. Ha dato voce ai nativi americani, agli schiavi neri, alle donne, ai lavoratori. Prima pero', durante la Seconda Guerra Mondiale, quando era ragazzo, Zinn è entrato nell’«Army Air Force» come bombardiere e ha bombardato. Napalm per uccidere una sacca di resistenza di soldati tedeschi nella cittadina francese di Royan. Un episodio che lo ha segnato profondamente. Da allora e' diventato un'icona del pacifismo. Sull'11 settembre ha scritto: ''Possiamo provare una terribile rabbia verso coloro che, nell'insana idea di aiutare con cio' la propria causa, hanno usccio migliaia di persone innocenti. Ma cosa ce ne facciamo di questa rabbia? Come dobbiamo reagire? Ci facciamo prendere dal panico e colpiamo violentemente, alla cieca, per dimostrare quanto siamo duri?''.
mercoledì 14 settembre 2011
Tutto da rifare
Ti tocchi la tasca dietro e senti il vuoto. Ti si gela il sangue. Ti volti e guardi tra la folla. Non c'e' nessuno che si allontana in fretta. Pensi a quella botta che hai preso di qualche secondo prima, non ci hai fatto troppo caso. Continui a cercare in mezzo alla gente. Nessun sospetto. Poi pensi a cosa c'era dentro. Soldi, cento euro, poca roba in confronto a carta di credito, bancomat, patente. E poi la tessera sanitaria, quella millemiglia, quella del supermercato. Tutto da bloccare, tutto da rifare. Ti hanno rubato il portafoglio.
martedì 13 settembre 2011
sabato 10 settembre 2011
Isole di speranza
Etichette:
STORIE
lunedì 5 settembre 2011
giovedì 1 settembre 2011
Questione di serieta'
Capesante con agretto di mele e meringa di sedano verde, battuta di vacchetta piemontese arrotolata al caviale amur con crostacei e crema di tartufi di mare, ravioli ripiegati di calamari e ricciola con salsa di cozze e vongole, spaghetti all’estragone e limone con salsa di baccalà alla vicentina, piccione con more selvatiche incenso patè di fegati e polenta fritta, scampi tostati con formaggio fresco di latte di fave radicchio e mele, cappelli di porcini liquidi al burro, risotto allo zafferano con polvere di liquirizia, battuta di carne cruda al tartufo nero estivo, maialino da latte arrostito con salsa alla senape e polvere di caffè, cannelloni croccanti di ricotta e mozzarella di bufala con passata di pomodoro, lasagnetta all’amatriciana, sardine abbrustolite con purè grigliato all’aceto e salsa al levistico, gamberi rossi con patate schiacciate cipolla rossa salsa di acciughe e cozze, triglia con zuppetta di vongole e latte di mandorle.
La ristorazione e' l'unica cosa seria di questo Paese.
La ristorazione e' l'unica cosa seria di questo Paese.
Etichette:
Cucina italiana,
PENSIERI
Iscriviti a:
Post (Atom)

